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I Fratelli Pietro e Paolo Boiano (detti anche "Vianeo")
(a cura di Francesco Barritta)
Il primo documento sul dottor Vianeo appartiene ad un viaggiatore anonimo, probabilmente un ricco borghese d'Orléans e risale alla seconda metà del Cinquecento (1588/89): " [...] même aux premières techniques de rhinoplastie que l'on venait de développer en Calabre [...]"; proseguendo afferma che proprio a "Torpia" un certo dottor Vianeo "faisoit profession de refaire des nedz à ceux qui ou par maladie ou par aultre accident l'avoient perdu". Di questo tipo di interventi, conosciuti in tutta Europa, si occuparono l'umanista e medico francese del Cinquecento Ambroise Paré e il dottor Leonardo Fioravanti. Costui riuscì a carpire con uno stratagemma la tecnica impiegata in quel tempo dai due fratelli Pietro e Paolo Boiano (figli di Bernardino, nipote di Vincenzo), descrivendola nel suo libro Tesoro della vita umana del 1582. C'è da dire che la chirurgia plastica ha radici molto antiche: senza dover risalire ai casi descritti dai tempi dell’indiano Susruta (nei secc. VI-VII a. C.), in Europa già il romano Aurelio Cornelio Celso (25/50 d.C.) menziona operazioni plastiche sul naso, sulle labbra e sulle orecchie intorno all’anno 30. L’operazione cosiddetta italiana comparve nel ‘400 quando Gustavo Branca e suo figlio Antonio la eseguirono per primi a Catania (il padre si rifaceva alla tecnica di Cornelio Celso, mentre il figlio sperimentò la tecnica di prelevare lembi di pelle dall'avambraccio del paziente). Allievi di questi primi pionieri furono proprio i fratelli Boiano, che divennero così esperti nella tecnica da far coniare il termine "magia tropoensium"; essi la trasmisero poi al bolognese Gaspare Tagliacozzi, primo fra tutti ad aver lasciato dei trattati interamente dedicati alla materia. Il grande Leonardo da Vinci riassunse l'opera del Tagliacozzi in una frase che può essere considerata tuttora lo scopo della Chirurgia Plastica: "La forma è l'immagine plastica della funzione". Pure Alessandro Benedetti, anatomista e chirurgo di Padova morto nel 1511, descrisse la tecnica dei "Vianeo" (cioè dei Boiano).

I Fratelli Boiano in una stampa rarissima

I Fratelli Boiano in una stampa rarissima (clicca per ingrandire)

Il cognome "Vianeo" è forse il risultato di una serie di variazioni fonetiche. Secondo un uso locale attestato in molte epigrafi rinvenute a Tropea, la "V" iniziale potrebbe essere infatti intesa al posto di una "B", mentre la desinenza "eo" è ancor oggi utilizzata dal popolo tropeano per rendere più familiare un nome ("Giovanneo" per "Giovanni"). Il nome originale potrebbe essere quindi stato "Biano" o meglio "Boiano", calcolando un fenomeno di sincope vocalica che interessò la "o". Tale cognome proviene dalla città di Boiano nel Sannio (la "Bovianum Vetus" citata da Plinio). Il conte Roberto di Boiano, comandante del blocco di Napoli nel 1135 per Ruggiero II, può essere considerato il capostipite della famiglia che si trasferì a Tropea. I primi "Boiani" a Tropea furono Vincenzo e Bernardino (già detto "Voiano"), padre di Pietro e Paolo (i "Voianei"). Pietro Boiano sposò Laura Guarno, la cui nobile famiglia aveva fondato a Tropea un ospedale. In questa clinica vennero perfezionate le tecniche di rinoplastica che il Tagliacozzi descriverà e illustrerà dopo averle apprese dai Boiano.


Tagli sull'avambraccio di un paziente per recuperare i lembi di pelle

La tecnica dei Boiano per gli interventi di rinoplastica consisteva nel sollevare alcuni lembi di pelle dalla parte interna dell'avambraccio del paziente per poi applicarli sul naso mutilo. Con l'ausilio di alcune fasce il paziente veniva poi immobilizzato per il tempo necessario a far cicatrizzare la pelle sul naso. La tecnica, che probabilmente riusciva a raggiungere in alcuni casi anche risultati estetici decenti, si concludeva con il distaccamento del braccio dal naso ormai ricostruito.


Sistema di Bendaggio dei Boiano e del Tagliacozzi

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