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Mileto
Centro culturale del Monte Poro. Il territorio confina con i comuni di Dinami, Filandari, Francica, Jonadi, San Calogero, San Costantino Calabro, Candidoni, Serrata.
Storia
Pare che sia stata fondata dai milesi d'Asia, allorquando furono scacciati da Dario. La città acquistò importanza sotto Ruggero il Normanno. In quel tempo fu elevata a capitale della Regione e divenne sede episcopale. Fu completamente distrutta dal terremoto del 1783 e poi ricostruita con larghe strade ortogonali e una grande piazza centrale con case prevalentemente a pianterreno. Al tempo della marcia di Garibaldi verso Napoli fu teatro di sanguinosi scontri. I resti della Mileto Vecchia sono visibili a est del centro abitato all'incirca a due chilometri. Fanno parte di queste testimonianze i ruderi della città e di edifici di varia età (XI, XII sec.);
i resti dell'abbazia Normanno-Benedettina della Trinità fondata dal conte Ruggero fra il 1603 e il 1070 circa e consacrata nel 1080; i resti della Cattedrale normanna (fine XI sec.).
La cosiddetta Mileto Nuova ospita la Cattedrale, vocata a San Nicola di Bari, che conserva all'interno reliquie architettoniche e scultorie provenienti dalla Chiesa di Mileto vecchia, una statua marmorea tardo rinascimentale raffigurante San Nicola di Bari con basamento iscritto e datato 1594; un bel Crocefisso di avorio opera settecentesca, donato da Ferdinando II di Borbone; Madonnina col bambino, altorilievo marmoreo trecentesco; Coperchio Sepolcrale con figura di guerriero giacente frammento marmoreo del trecento; busto di San Nicola di Bari, pregevole opera di argenteria trecentesca. Sempre nel tesoro del Duomo sono conservate preziose argenterie e pregevoli paramenti sacri, nonchè un'icona medievale bizantineggiante di San Nicola di Bari dipinta ad olio su lavagna. Nel cortile del Palazzo vescovile si possono notare colonne e capitelli provenienti dalla Mileto Vecchia e, all'interno, dell'edificio si possono ammirare opere d'arte, codici e libri corali antichi. La chiesa della Badia ha un Ciborio marmoreo cinquecentesco e bassorilievo rinascimentale scolpito su rosetta marmorea raffigurante ka Santissima Trinità. Il Palazzo romano presenta frammenti architettonici e reliquie marmoree provenienti dalla distrutta Abbazia della Trinità di Mileto Vecchia, murati dall'esterno e nel giardino dell'edificio. Mileto è in possesso, sia pure in modo sparso fra diverse proprietà, del più consistente nucleo di marmi d'età medievale esistente in Calabria.
Da Visitare
- La Biblioteca del Seminario: è una biblioteca specializzata-ecclesiastica è stata fondata nel 1696.
E' annessa all'Archivio Storico Diocesano.
Contiene 12.000 libri, 90 incunaboli e 23 periodici correnti.
- Museo Statale: istituito nel 1997. Raccoglie numerosi reperti della Mileto antica distrutta dal terremoto del 1783, in particolare marmi, capitelli e altri materiali finora conservati per iniziativa del Comune e della Curia Vescovile di Mileto e provenienti dalla distrutta Abbazia della SS.ma Trinità.
- L'Archivio Storico Diocesano di MIleto: istituito nel 1200. Ad esso è annessa la Biblioteca del Seminario.
Tra i documenti più importanti sono degni di nota quindici pergamene risalenti al periodo compreso tra l'XI secolo ed il 1594, gli Atti delle visite pastorali a partire dal XVI secolo, i bOllari della Diocesi, le platee, gli atti delle parrocchie, delle confraterne e dei monasteri, delle ordinazioni, dei processi civili e criminali, ecc.
Tutte le pratiche sono ordinate per paese e cronologicamente.
Sono stati pubblicati numerosi volumi che raccolgono i risultati di studi e ricerche rigurdandìti l'archivio: i volumi, raccolti nella collana Tabularium Mileten, possono essere richiesti derettamente all'ASDM.
La maggior parte del materiale conservato consiste in documenti giuridici, religiosi e di storia locale per un totale di 5067 documenti
 Mileto, fontana Ruggero
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