RISOLTO IL CONTENZIOSO CON LA REGIONE SUI FINANZIAMENTI PER LA DIFESA DEL LITORALE MARINO
Ascensore, la sentenza di appello
Il Consiglio di Stato si pronuncia in favore del Comune
Foto Francesco Barritta
La sede del palazzo municipale di Tropea
TROPEA - Il Comune di Tropea l’ha
spuntata. La quinta sezione del Consiglio di Stato ha respinto,
infatti, l’appello proposto dalla Regione Calabria avverso
l’ordinanza del Tar Calabria di Catanzaro, già favorevole
al Comune di Tropea, avente ad oggetto la vexata quaestio del
finanziamento per interventi di difesa e di riqualificazione del
litorale marino, vale a dire i fondi per la realizzazione
dell’ascensore di collegamento tra il centro storico della
città e il mare. Si legge nell’ordinanza del 19 giungo
2007 che l’appello introdotto dalle Regione Calabria “sotto
il profilo del fumus non prospetta deduzioni idonee ad indurre la
sezione a riformare l’ordinanza appellata”. Il
massimo organo di Giustizia Amministrativa, respingendo il ricorso, si
è dunque pronunciato nuovamente in favore del Comune di Tropea,
difeso dall’avvocato Domenico Colaci. Tropea finalmente avvalersi
delle fonti di finanziamento regionali immotivatamente revocate.
Ricostruiamo i fatti. Il Comune di Tropea aveva chiesto
l’annullamento - previa sospensiva – del Decreto n. 1528
del 5 ottobre 2006, con il quale la Regione Calabria revocava i fondi
stanziati. Precedentemente, con delibera della Giunta
Regionale n. 759 del 2003 era stato approvato il progetto
integrato strategico “rete ecologica regionale”, in
attuazione della Misura 1.10 del POR 2000-2006. Tra gli interventi
figurava proprio quello di “Difesa organica e riqualificazione
del litorale tirrenico dello scoglio dell’isola di Tropea”
(meglio noto “ascensore a mare”) per un importo di
1.5000.000; in data 15 marzo 2005 veniva pure sottoscritta la
convenzione tra la Regione e il Comune. “Dopo la sottoscrizione
della convenzione - si legge nel primo ricorso al Tar - il Comune di
Tropea si è immediatamente attivato per dare concreta esecuzione
all’intervento finanziato e, con delibera della Giunta Comunale
n. 115 del 30 agosto 2005, ha approvato il progetto preliminare
dell’opera, cui ha fatto seguito la delibera del Commissario
Straordinario (la n. 3 del 2006) di approvazione del progetto
definitivo”. Acquisito il nullaosta
paesaggistico–ambientale dell’Ufficio tecnico comunale
(UTC) “puntualmente avallato con nota della Soprintendenza per i
Beni Architettonici e per il Paesaggio della Calabria n.556/P del 27
gennaio 2006, la procedura incontrava qualche ostacolo in
considerazione della necessità di acquisire il parere
dell’Autorità di Bacino Regionale, ricadendo l’area
in zona ad alto rischio idrogeologico R4”. Con delibera n.
99 del 29 maggio 2005, il Commissario Straordinario prendeva atto
dell’impossibilità di spostare in altro sito
l’intervento e il responsabile dell’Utc inviava
all’Autorità di Bacino i documenti per il rilascio del
parere di competenza. A questo punto, con nota n. 19340 del 5 settembre
del 2006, il responsabile dell’UTC chiedeva alla Regione Calabria
la proroga dei termini di ultimazione dell’intervento
“prospettando sia le difficoltà operative connesse
all’acquisizione del parere dell’Autorità di Bacino,
sia i maggiori tempi per adeguare la procedura alla sopravvenuta
entrata in vigore del codice dei contratti pubblici”. In punto di
diritto, il Comune di Tropea prospettava nel ricorso una serie di vizi
di legittimità tra cui violazione di legge per difetto di
istruttoria e per difetto assoluto di motivazione, violazione delle
norme e dei principi in materia di autotutela e di imparzialità
sotto il profilo della mancata comparazione degli interessi, eccesso di
potere, contraddittorietà, incompetenza del soggetto che aveva
operato la revoca. La Prima Sezione del Tar Calabria dava ragione al
Comune di Tropea, accogliendo la chiesta sospensiva.
L’organo di giustizia amministrativa di primo grado
motivava il provvedimento di sospensiva rilevando che:
“accertato che il provvedimento impugnato non ha tenuto conto
della richiesta di proroga a firma del Responsabile dell’area
gestione del Territorio del Comune di Tropea, datata 5 settembre del
2006, protocollo numero 19340, accoglie l’istanza al fine del
riesame del provvedimento”. La Regione Calabria, in sostanza,
veniva chiamata a rivedere il provvedimento di revoca alla luce delle
censure formulate dal Comune di Tropea, tra le quali assumeva
particolare importanza la proroga già richiesta dagli uffici
comunali. Arriva ora il pronunciamento definitivo del Consiglio di
Stato che mette la parola fine al contenzioso. Ricordiamo che il
progetto prevede la messa in opera di due ascensori, l’uno a
scendere e l’altro a salire, lungo una colonna verticale di oltre
30 metri, inserita nelle arcate esistenti, con stazioni di partenza e
di arrivo tra Largo Galluppi e il lungomare Le Roccette, in grado di
trasportare 12 persone a tratta, con una media di 180 persone ad ora.
L’opera, attesa da diversi decenni, può quindi prendere il
via.
Eduardo Meligrana (Il Quotidiano, pagina 33 del 26/06/2007)