Per lui l’attestato di “maestro artigiano” e i contrassegni di “origine e qualità”
Artigianato come forma di linguaggio
Premiato Tommaso Belvedere, orafo di eccellenza
Foto dalla rete
Alcune creazioni dell'orafo Tommaso Belvedere
TROPEA - La tradizione orafa
calabrese si esprime al meglio
nella produzione di oggetti
in stile classico e moderno.
Gli artigiani, pur ispirandosi
a tecniche tradizionali,
ripropongono in chiave moderna
forme e linee arricchite
dalla loro fantasia e creatività.
Tra questi, Tommaso
Belvedere, premiato di recente
come artista calabrese d'eccellenza,
con la consegna degli
attestati di “maestro artigiano”
e dei contrassegni di
“origine e qualità”. Belvedere,
orafo di Parghelia, che da
oltre quindici anni svolge la
sua attività nella sua rinomata
bottega nel cuore del centro
storico di Tropea, produce
gioielli unici ed esclusivi, con
le più antiche e misteriose
tecniche orafe del passato,
quali l'antica tecnica della
madrevite, della filigrana e
della microfusione. Rivisitando
epoche passate, quali il periodo
borbonico, Belvedere
impreziosisce queste gioie
con smeraldi e rubini, che
danno colore alla linea mare,
composta da pesci, polipi, coralli
e stelle marine in oro
verde, gioielli artigianali con
distinta personalità. Di recente
ha esposto presso la “Mostra dell'artigianato calabrese”,
ospitata presso il
Complesso Monumentale del
San Giovanni di Catanzaro,
organizzata da Simone Zirilli,
amministratore delegato
della Co.Se.R. (Consorzio Servizi
Regionali) conclusa con i
gioielli in passerella indossati
da modelle. Tommaso Belvedere
ha espresso la sua
gratitudine al Co.Se.R., alla
Confartigianato e all'ArtigianFamiglia
di Vibo Valentia
per il prestigioso riconoscimento
ottenuto.
Oltre a Belvedere, altri artisti
del Vibonese hanno conseguito
attestati di eccellenza:
Nicola Mazzitelli (Pizzo), Salvatore
Barbieri (Cessaniti),
Rocco Consolo (Gerocarne),
Patrizia Nicotera (Zambrone),
Francescantonio Liberto
(Maierato), Antonio Randò
(Fabrizia), Rosario Consolo
(Briatico), Luciana Cutrì (Vibo
Valentia). Umberto Eco ha
rilevato come “la cultura contemporanea
sta scoprendon che non solo gli oggetti ci servono
per comprendere la civiltà
di popoli scomparsi ma
che questa civiltà era caratterizzata
anche dal modo di far
cucina, di arare, di tagliare,
martellare, cucire, edificare.
Oggi sappiamo che nel passaggio
tra l'alto Medio Evo e i
secoli pre-rinascomentali
non stanno solo la Divina
Commedia o le cattedrali gotiche,
ma anche l'invenzione
della staffa, del collare di
spalla, del timone cernierato
posteriore, del mulino a vento.
Sappiamo che la storia
non è fatta solo di battaglie e
di trattati, ma anche di piccole
e grandi invenzioni meccaniche
che hanno cambiato il
nostro modo di vivere; che
l'invenzione delgi occhiali ha
contato per lo sviluppo dell'Occidente
forse più che la
Summa Theologiae di Tommaso
D'Aquino”. L'artigianato
come forma di linguaggio
che trasmette attraverso i
suoi simboli la cultura di una
terra, ne tramanda la storia e
ne segna le evoluzioni. Avere
una visione attuale e completa
dell'artigianato significa,
dunque, conoscere la storia e
l'identità delle proprie radici.
Eduardo Meligrana (Il Quotidiano, pagina 21 del 09/07/2007)