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Raf Vallone (Tropea 17/02/1916 - Roma 31/10/2002)
(Da Raf Vallone - Alfabeto della Memoria, Franco Sepe cur., Roma 2001, pp. 154-156)
Raffaele Vallone nasce il 17 febbraio 1916 a Tropea, in Calabria, da padre torinese e madre calabrese. Tre anni dopo la famiglia si trasferisce a Torino. Dopo aver frequentato il Liceo Cavour Raffaele si iscrive all'università. Allievo di Mario Fubini, di Leone Ginzburg e di Luigi Einaudi, consegue due lauree, in giurisprudenza e in filosofia. Nel campionato di calcio del 1938-1939 è giocatore nella prima squadra del Torino. Fa parte, già dagli anni del liceo, del gruppo antifascista e poi della formazione parigina "Giustizia e libertà". Dal '46 al '48 dirige la terza pagina de «L'Unità» del Piemonte. Nel frattempo debutta come attore al teatro Gobetti di Torino con Woyzeck di Georg Büchner, Nozze di sangue di Federico Garcìa Lorca, Il berretto a sonagli e Il piacere dell'onestà di Luigi Pirandello. Il debutto cinematografico, al fianco di Silvana Mangano, avviene con Riso amaro (1948) di Giuseppe De Santis, con il quale un anno dopo girerà Non c'è pace tra gli ulivi (1949). Seguono, a breve distanza l'uno dall'altro, Cuori senza frontiere, con Gina Lollobrigida, del regista Luigi Zampa, Il cammino della speranza di Pietro Germi e il Il Cristo proibito di Curzio Malaparte. Ottiene, con questi due film, insieme all'attrice Elena Varzi, che sposerà nel '52, l'Orso d'argento per la migliore interpretazione al Festival di Berlino. Tra il '53 e il '55 nasceranno tre figli: Eleonora e i due gemelli Saverio e Arabella. La sua fama, intanto, giunge all'estero: accanto a Simone Signoret lo vediamo in Teresa Raquin (Thérèse Raquin, 1953) di Marcel Carné, poi in Rosa nel fango (Rose Bernd, 1956) di Wolfgang Staudte, protagonista femminile Maria Schell. In Spagna gira Ho giurato di ucciderti (La venganza, 1958) di Anthony Mann, insieme a Sophia Loren e Charlton Heston.

Raf Vallone - Alfabeto della memoria (copertina)

Raf Vallone - Alfabeto della memoria (copertina)

A Parigi debutta in teatro, recitando in francese, con Vu du pont (Uno sguardo dal ponte) di Arthur Miller, diretto da Peter Brook (580 le rappresentazioni). Debutto in lingua inglese, a Londra, con la stessa pièce, poi nella Royal Shakespeare Company in The duchess of Malfi (La duchessa di Amalfi) di John Webster, regia di Adrian Noble. Ritorna al teatro in Italia con Uno sguardo dal ponte, di cui cura la traduzione, la regia e l'interpretazione. Protagonista femminile è Alida Valli. Di Arthur Miller curerà e metterà ancora in scena Il prezzo, con Mario Scaccia e Ferruccio De Ceresa, e più in là La creazione del mondo ed altre cose.
Intanto ha girato Uno sguardo dal ponte (Vu du pont, 1961) di Sidney Lumet, Il cardinale (The Cardinal, 1961) di Otto Preminger, Fedra(Phaedra, 1962) di Jules Dassin, con Melina Mercouri e Anthony Perkins. Uno sguardo dal ponte gli vale una nomination all'Oscar e un David di Donatello a Taormina.
Debutta nel 1984 al Piccolo Teatro di Milano con Nostalgia di Franz Jung, cui segue due anni dopo, sempre per la regia di Klaus Michael Gruber, La medesima strada (I presocratici). Sempre nell'84 è in Luci di Bohème di Ramòn del Valle-Inclàn, diretto da Mina Mezzadri. Con un altro noto regista tedesco, Peter Stein, sarà tra gli interpreti del Tito Andronico di William Shakespeare, realizzato a Roma nel 1989 presso il Teatro dell'Ateneo. Nello stesso anno mette in scena al Teatro Eliseo di Roma Stalin di Gaston Salvatore, in cui recita il ruolo del protagonista.
E' l'unico attore italiano socio dell'Academy of Motion Picture, che annualmente decide l'assegnazione degli Oscar a Los Angeles.
E' autore di diverse regie operistiche, tra cui la Norma di Vincenzo Bellini, con Renata Scotto, rappresentata al Teatro Regio di Torino; Adriana Lecouvreur di Cilea, nella direzione di Gianandrea Gavazzeni, al Gran Teatro di San Francisco, poi al Metropolitan di New York, con Renata Scotto e Placido Domingo; La traviata al Teatro Rendano di Cosenza; Uno sguardo dal ponte, musica di Renzo Rossellini, al Teatro di Montecarlo.
Nel 1992 interpreta Il preseidente di Rocco Familiari, diretto da Krzysztof Zanussi. Nelle vesti di Tommaso Moro, il dramma scespiriano di cui nel 1994 appronta una nuova traduzione per il regista Ezio Maria Caserta, appare per l'ultima volta a teatro. Nei primi mesi del '95 annuncia il suo ritiro definitivo dal palcoscenico.

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