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Luoghi

Serra San Bruno (testi forniti dalla Pro loco Serra San Bruno)


Storia
La fondazione di Serra non oltrepassa il principio del XII secolo e il primo abitatore che abbia fissato il suo domicilio è stato San Bruno. Il conte Ruggero alle tante donazioni fatte a San Bruno aggiunse quella di molte famiglie di servi che cominciarono a costruirsi delle capanne formando un villaggio che fu chiamato Serra per la presenza di segherie ad acqua che vi furono successive costruite. Serra comprende due territori tra loro divisi dal fiume Ancinale e comunicanti attraverso un ponte. La parte inferiore del paese si chiama Terravecchia (e costituisce l’antico borgo) mentre la zona superiore edificata dopo il terremoto del 1783 prende il nome di Spinetto per la natura del luogo ingombro di spine e rovi.

Chiese
Grazie alla mano esperta degli artigiani locali, Serra vanta una ricca tradizione di chiese di cui quattro bellissime, ricche di capolavori d’arte. Di esse la più grande è la Chiesa Matrice dedicata a San Biagio, patrono della città. Fu costruita nel 1795 sulle rovine di una cappella distrutta dal terremoto del 1783. Nel 1935 Serra subì una violenta alluvione, il livello delle acque è indicato con una targa all’ingresso della chiesa Matrice. La Chiesa dell’Assunta di Terravecchia fu costruita nel 1694 ed è stata la prima grande chiesa costruita nell’abitato di Serra. La facciata in granito locale è opera di serresi, l’atrio è sostenuto da colonne di ordine composto; la sua elegante navata e il suo magnifico cappellone, interamente in legno e disegnato squisitamente con lavori di intaglio, sono opere dell’architetto Scaramozzino. La Chiesa dell’Assunta di Spinetto è la più recente per la sua fondazione, infatti fu eretta dopo il terremoto del 1783 dai fedeli dell’altra chiesa dell’Assunta di Terravecchia che si erano trasferiti nel nuovo quartiere di Spinetto. La chiesa ha un prospetto in granito locale, in stile neoclassico, realizzata da Domenico Drago su disegno eseguito da Mastro Bruno Pelaggi, il poeta scalpellino. Un caso a se stante risulta essere la Chiesa dell’Addolorata ritenuta nel tempo la più bella della Calabria e adesso monumento nazionale. Essa fu costituita nel 1721 ad un anno della morte del missionario cappuccino padre Antonio da Olivadi che aveva fondato nel 1694 la Congrega dell’Addolorata. Essa presenta una stupenda facciata in granito grigio locale in perfetto stile del barocco maturo per la sua pianta ellittica. La forma del tempio è a croce greca ad una sola navata, con volte di mattoni e sormontata da una graziosa cupola. La sua prospettiva è a due piani di forma semicircolare alta 70 piedi. E’ sorprendente per il suo attico sostenuto da colonne di ordine scomposto, dalla sua alta gradinata, per la sveltezza della sommità terminata in forma quasi piramidale. Tra le altre chiese si segnalano quelle di San Girolamo, San Rocco e della famiglia Taverna.

La Certosa
Fondata da Brunone di Colonia, maestro della Certosa di Grenoble, il quale venne in Italia nel 1090 chiamato a Roma da papa Urbano II, suo antico discepolo nella scuola del Duomo di Reims. Brunone raggiunse poi la corte di Ruggero il Normanno, il quale nel 1091 gli fece dono di un terreno, nei boschi delle Serre, chiamato "La Torre", dove il frate fondò la sua seconda Certosa, Santa Maria del Bosco o della Torre, radunando attorno a sé alcuni discepoli. In seguito, Brunone eresse nelle vicinanze il convento di Santo Stefano,consacrato tra il 1097 e il 1099. Nel 1291 Santa Maria della Torre fu abbandonata e i monaci si trasferirono nel monastero di Santo Stefano, che l’anno successivo passò ai Cistercensi. Nel 1513 i Cistercensi lo cedettero a papa Leone X, che lo restituì ai Certosini. Nel secolo XVI fu costruita la grande cinta muraria che circondava il complesso e avviata l’edificazione della chiesa,di cui oggi è visibile la facciata. Il terremoto del 1783 distrusse quasi completamente la Certosa, soppressa poi da Gioacchino Murat nel 1808. Riaperta nel 1856, fu riedificata tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento su progetto dell’architetto francese Francois Pichat. Dell’originario complesso rimangono resti della cinquecentesca cinta muraria a pianta quadrilatera e con torrioni cilindrici angolari, la parte inferiore della facciata di ordine dorico, parte del chiostro rettangolare seicentesco, con al centro una fontana, e la facciata rinascimentale della chiesa e il vecchio cimitero dei certosini. La nuova Certosa riecheggia forme gotiche. Oggi la Certosa (una delle quaranta esistenti in Italia e la seconda appartenente ai certosini), intorno alla quale sono fiorite numerose leggende, anche in tempi recenti, vivono pochi frati dediti alla preghiera.

Il parco naturale Regionale
Il Parco Naturale Regionale delle Serre è istituito con Legge Regionale n. 48 del 5 maggio 1990. Ha una estensione di 17687 ettari ed interessa le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. A fare da cornice agli splendidi capolavori architettonici legati ai luoghi di culto come la Cattolica di Stilo o la Certosa di Serra San bruno, sono le lussureggianti foreste nelle quali trovano dimora i maestosi Abeti bianco. Tra le rarità di assoluto interesse scientifico va, inoltre segnalata la Woodwardia radicans felce gigante, diffusa nei valloni del versante settentrionale e di quello sud – occidentale. Oltre l’abete bianco il massiccio delle Serre è caratterizzato dalla diffusa presenza del Castagno, del Pino laricio, dell’Ontano napoletano, del Faggio, del Leccio, del Pioppo bianco, del Tasso, dell’Acero comune. La fauna delle Serre oggi, è costituita prevalentemente dai cinghiali, volpi, tassi, gatti selvatici, donnole, faine. Va inoltre segnalata la presenza della rarissima lepre italica. Ricca l’avifauna che annovera tra gli altri il tordo bottaccio, l’airone cenerino, il corvo imperiale, la beccaccia, la cinciallegra, l’upupa, la gazza, l’astore, lo sparviere, il gufo reale, il falco pellegrino, il picchio verde, quello rosso e anche il raro picchio nero. Le specie ittiche più comuni sono rappresentate dall’anguilla, dalla carpa e dalla trota.

Eventi
Tra le feste segnaliamo:

  • Ferragosto Serrese, il 14 e 15 agosto a cura delle Confraternite di M.SS. Assunta in Cielo;
  • Ballo del "Ciuccio", il 16 agosto durante la Festa di San Rocco;
  • Serrestate, gli eventi culturali e di spettacolo che per tutto il mese di Agosto allietano le serate dei turisti organizzate dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale;
  • Le giornate Micologiche, organizzate tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre dalla Pro Loco con convegni e degustazioni di piatti a base di funghi locali;
  • Serreventi, rassegna di spettacoli ed eventi culturali del mese di Dicembre.

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Pro loco Serra
San Bruno
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Tel.0963/72063
Cell. Presid. 338 5901980
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