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Speciale Raf Vallone

Quattro poesie di Catullo
(Da Raf Vallone - Alfabeto della Memoria, Franco Sepe cur., Roma 2001, pp. 147-152)

Mi chiedi, o Lesbia

Mi chiedi, o Lesbia, quanti dei tuoi baci
mi bastino, mi sazino.
Ma come l'ampio numero delle sabbie libiche
che si stendono a Cirene ricca di silfio
tra l'oracolo in fiamme di Giove
e il sacro sepolcro dell'antico Batto,
e quanto innumeri sono gli astri che, quando tace la notte,
degli uomini guardano gli amori furtivi,
così, di tanti baci devi baciare il delirante Catullo,
e ancora più, perchè gli bastino
tanti che i curiosi non li possono
contare - né gettarvi il malocchio
possa mai una biforcuta lingua.

(Traduzione di Raf Vallone)

Non delirare più

Non delirare più, misero Catullo;
ciò che vedi perduto, pensalo per sempre perduto.
Brillarono un tempo per te candidi giorni
quando subbito correvi dov la fanciulla ti conduceva
amata da noi quanto nessuna più.
Ivi follie tanto gioconde allora si fecero
che tu volevi e la fanciulla non negava.
Brillarono veramente per te candidi giorni.
Ora ella più non vuole: e anche tu nulla puoi fare,
non volere, non inseguire chi fugge,
non vivere tormentato,
ma controllati con mente ostinata e resisti.
Addio fanciulla, ormai Catullo sa resistere
né te, ormai lontan, vorrà né implorerà più!
Ma tu ti dorrai quando Catullo non ti cercherà più!
Sventurata! Quali i tuoi giorni futuri?
Chi giungerà a te ora? A chi apparirai bella?
Chi ora amerai? Chi ti dirà "Sei mia"?
Chi bacerai? A quali labbra ruberai il respiro?
Ma tu, Catullo ostinato, resisti.

(Traduzione di Raf Vallone)

Viviamo, o mia Lesbia

Viviamo, o mia Lesbia, ed amiamo
e i brontolii dei vecchi troppo arcigni
tutti quanti stimiamo men d'un soldo.
Morire possono i giorni, ma tornano.
Per noi, invece quando per una sola volta si spegne la breve luce
noi allora dovremo dormire un'unica notte, senza fine.
Dammi mille baci e poi cento,
e poi mille baci e poi cento,
e mille e mille altri ancora, senza respiro.
Infine a tanti migliaia saliti i nostri baci
imbroglieremo le somme, per non saper più nulla,
onde nessun malvagio possa farci male
sapendo che son tanti i nostri baci.

(Traduzione di Raf Vallone)

Se a chi rimembra

Se a chi rimembra il bene fatto un tempo
giunge qualche dolcezza e puro si rivede,
né violata da lui fu mai la parola data,
e in nessun patto, assai frequente, il sacro nome degli dei uscì dal labbro ad ingannare gli uomini,
molti conforti alla sventura dell'amore tuo
ti rimarranno nella tarda età, Catullo.
Tutto ciò infatti che gli uomini possono dir o fare di bene
questo da te fu fatto e detto. Ma, nessun valore ebbe per una ingrata mènte.
Perché allore ancora più ti strazi?
Perché non raduni te stesso con animo fermo,
non più sventurato, anche se contrari sono gli dei?
E' difficile far morire di colpo un così grande amore,
è impossibile quasi, ma devi riuscire.
Questa è la sola salvezza, questa ottenere dovrai con sorprendente vittoria,
questo farai, si che tu voglia o non voglia farlo.
O Dei, se vostra è la misericordia, o se mortale
alla soglia del suo tramonto, porgeste un estremo atto d'amore,
me misero guardate e se pura fu la mia vita,
strappate questa piaga rovinosa
che fa le véne scorrendo come paralisi di mèmbra, da tutta l'anima mia ogni letizia tolse.
Non già io chiedo che me, che ormai non voglio,
ella ora ami,
oppure, ciò che impossibile è, ch'ella diventi casta.
La mia salvezza imploro, che questo tetro tormento mi abbandoni:
o Dei esauditemi per la mia lunga e così fedele pietà

(Traduzione di Raf Vallone)

Album fotografico

Ecco una scelta di foto di Raf Vallone con alcuni personaggi incontrati durante la sua carriera: nella prima foto compare affianco a Pablo Picasso e Jaques Prevèrt; nella seconda con Sophia loren; la terza foto lo mostra sul set del film Gli eroi della domenica (1952) di Mario Camerini; la quarta foto lo ritrae con Arthur Miller nella villa di Sperlonga; nella quinta foto è con il regista della pièce, Peter Brook; nella sesta foto brinda con Charles Chaplin; nella settima è seduto accanto a Maria Callas; nell'ottava recita con la moglie Elena Varzi; nella nona è con la moglie ed i tre figli Eleonora, Saverio e Arabella; la decima mostra Raf Vallone fotografato da Tommaso Le Pera.

Filmografia
(Da Raf Vallone - Alfabeto della Memoria, Franco Sepe cur., Roma 2001, pp. 157-158)

  • 1942: Noi vivi di G. Alessandrini;
  • 1948: Riso amaro di G. De Santis;
  • 1949: Non c'è pace tra gli ulivi di G. De Santis; Cuori senza frontiere di L. Zampa; Il cammino della speranza di P. Germi;
  • 1950: Il bivio di F. Cerchio; Il Cristo proibito di C. Malaparte;
  • 1951: Le avventure di Mandrin di M. Soldati; Anna di A. Lattuada; Roma ore 11 di G. De Santis; Carne inquieta di S. Prestifilippo;
  • 1952: Uomini senza pace (Los ojos dejan huellas) di J. L Saez de Heredia; Camicie rosse di G. Alessandrini; Gli eroi della Domenica di M. Camerini; Perdonami di M. Costa
  • 1953: Teresa Raquin (Thérèse Raquin) di M. Carné; Destini di donne (Destinées, episodio Lysistrata) di Crhistian-Jacque; La spiaggia di A. Lattuada; Delirio (Orage) di P. Billon e G. Capitani;
  • 1954: Domanda di grazia (Obsession) di J. Delannoy; Siluri umani di A. Leonviola e C. Lizzani;
  • 1955: Il segno di Venere di D. Risi; Andrea Chénier di C. Fracassi;
  • 1956: Uragano sul Po (Liebe) di H. Hachler; Il segreto di suor Angela (Le secret de soeur Angèle) di L. Johannon; Guendalina di A. Lattuada; L'isola della donne sole (Les possedées) di C. Brabant; Rosa nel fango (Rose Bernd) di W. Staudte;
  • 1958: La trappola si chiude (Le piège) di C. Crabant; La violetera (idem) di L. C. Amadori;
  • 1959: Ho giurato di ucciderti (La venganza) di J. A. Bradem;
  • 1960: Tra due donne (Recours en grace) di L. Benedek; La grançonnière di G. De Santris; La ciociara di V. De Sica;
  • 1961: Uno sguardo dal ponte (Vu du pont) di S. Lumet; El Cid (idem) di A. Mann; Il cardinale (The Cardinal) di O. Preminger;
  • 1962: Fedra (Phaedra) di M. Cacoyannis;
  • 1964: Una voglia da morire di D. Tessari;
  • 1965: Nevada Smith (idem) di T. Hathaway; Cinque per la gloria (The Secret Invasion) di R. Corman; Jean Harlow, la donna che non sapeva amare (Harlow) di G. Douglas;
  • 1966: La fuga di Marek (Bayond the Mountains) di A. Ramati, Se tutte le donne del mondo (Operazione Paradiso) di A. Maiuri;
  • 1967: Sharaz (La esclava del paradiso) di J. M. Elorrieta;
  • 1969: Colpo all'italiana (The Italian Job) di P. Collinson; Lettera al Kremlino (The Kremlin Letter) di J. Hoston;
  • 1970: La morte risale a ieri sera di D. Tessari; 4 per Cordoba (Cannon for Cordoba) di P. Wendkos;
  • 1971: Quattro tocchi di campana (A Gunfight) di L. Johnson;
  • 1972: Grazie, amore mio (Volver a vivir), prod. nel 1968, di M. Camus;
  • 1973: Ricatto alla mala (Un verano para matar) di A. Isasi Isasmendi; Onora il padre (Honor the Father) di P. Wendkos;
  • 1974: Operazione Rosebud (Rosebud) di O. Preminger; Toccarlo porta fortuna (That Lucky Touch) di C. Miles; Simona (idem) di P. Longchamps; La casa della paura di W. Rose;
  • 1975: Il giustiziere (Human Factor) di E. Dmytrick;
  • 1976: Decadenza di A. M. Magro;
  • 1977: Il potere del male di K. Zanussi; L'altra faccia di mezzanotte (The Other Side of Midnight) di C. Jarrot;
  • 1978: Il magnate greco (The Greek Tycoon) di J. Lee Thompson;
  • 1979: Un amore perfetto o quasi (An Almost Perfect Affair) di Michael Ritchie;
  • 1983: Il giustiziere del passato (A Time to Die) di Matt Cimber;
  • 1985: Il potere del male - Paradigma (Le Pouvoir du Mal - Paradigme) di Krzysztof Zanussi;
  • 1990: Il padrino parte III (The Godfather Part III) di F. F. Coppola.

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